IL RESTAURO

L'opera è conservata nella Sala della Giunta del Palazzo della Provincia di Pescara. La sala è stata riallestita con il rifacimento del controsoffitto e del pavimento. Il dipinto è tutt'ora protetto da una pesante tenda in velluto rosso che viene aperta solo in determinate occasioni tramite un sistema automatizzato. Il supporto, costituito da quattro teli ad armatura 1:1 disposti con orientamento verticale e uniti lungo le cimose con una semplice cucitura passante, appare in buono stato, ben tensionato su tutta la superficie e privo di deformazioni. È presente una unica piccola deformazione con due pieghe diagonali sull’angolo inferiore sinistro, dovuta all’allentamento della tensione in corrispondenza dello spigolo, dove è parzialmente visibile una sfilacciatura della tela. Si suppone, pertanto, che sia la foderatura eseguita in passato sia il sistema di tensionamento adottato mantengano tuttora un buon grado di funzionalità. 
Ad un'osservazione attenta e ravvicinata del dipinto si notano alcune cadute di colore, si è reso pertanto necessario avviare il presente Restauro per accertare lo stato di conservazione del dipinto e porre rimedio ai fenomeni di degrado in atto. 

LA TECNICA ESECUTIVA

Tradizionalmente la tecnica di realizzazione del dipinto viene descritta come una tempera e nel recente  catalogo della mostra sulla pittura italiana dell’Ottocento ai Musei di San Domenico di Forlì lo studioso Francesco Leone la individua come “tempera alla glicerina” ma non sembra che tali ipotesi siano mai state suffragate da analisi chimiche volte ad identificare il legante utilizzato dal pittore. Neppure durante i precedenti interventi di restauro curati dall’allora Istituto Centrale del Restauro risultano eseguite indagini diagnostiche sull’opera. È possibile che lo storico dell’arte abbia esteso a La figlia di Jorio la tecnica esecutiva individuata nelle due tele di poco successive, Le serpi (1900) e Gli storpi (1900), dove le analisi diagnostiche eseguite dall’Istituto Centrale del Restauro nel 1972 accertarono la presenza negli strati pittorici di colla animale e di glicerina. L’artista ha dipinto l’opera senza applicare uno strato uniforme di preparazione di fondo, tanto che nella parte inferiore della composizione è ben visibile la tela di supporto, ed ha proceduto alternando campiture di colore fluido steso con velature sottili ad altre di colore a corpo, fino a raggiungere spessori notevoli di materia pittorica applicati con ogni probabilità con l’ausilio di spatole. È possibile che abbia utilizzato delle stesure sottili con funzione di imprimitura o di base cromatica al di sotto di alcune campiture, in particolare in corrispondenza dei personaggi, del cielo e della Maiella, così da accentuare la vivacità e la luminosità di alcuni colori.

LO STATO DI CONSERVAZIONE

La superficie pittorica appare generalmente offuscata da polvere e depositi superficiali incoerenti accumulatisi nel tempo anche se non ad un livello tale da compromettere la leggibilità della composizione. La coesione e l’adesione degli strati pittorici, per quanto è stato possibile osservare ad un esame visivo ravvicinato solo per la parte inferiore dell’opera, sembrano buone, senza gravi difetti, salvo per alcuni sollevamenti con piccole cadute in corrispondenza delle stesure di colore a maggior corpo e per alcune leggere crettature con andamento reticolare irregolare, dovute all’invecchiamento dei materiali e alla parziale perdita di coesione del legante utilizzato. Le zone con la materia pittorica di spessore maggiore sono risultate evidentemente fin dal passato le più fragili e in alcune di esse sono infatti oggi riconoscibili le reintegrazioni pittoriche ormai opacizzate eseguite dai restauratori del passato nonché alcuni interventi localizzati di consolidamento, ottenuti con un materiale adesivo che ha lasciato con il tempo sulla superficie un alone bruno. Nella parte inferiore del dipinto sono presenti inoltre pochi localizzati graffi dovuti a cause esterne accidentali.
L’imponente cornice è realizzata in legno, costituita da elementi modanati e intagliati, in parte decorati a foglia d’oro e in parte verniciati con finitura lucida, e si presenta anch’essa in buono stato di conservazione. Sono visibili solamente alcune piccole abrasioni della doratura e della finitura lucida soprattutto nei listelli della parte inferiore e un localizzato minimo attacco di insetti xilofagi negli elementi inferiori. Saldamente ancorata alla parete, la cornice presenta nel bordo del listello inferiore degli incavi ottenuti lungo lo spessore, con ogni probabilità utili a facilitarne la presa durante le movimentazioni dell’opera.

L'INTERVENTO

Restauro del dipinto

  • Rilevamento dello stato di conservazione del manufatto

  • Rimozione dalla collocazione originaria

  • Rimozione di depositi incoerenti come polveri, particellato atmosferico con pennellesse ed aspiratori

  • Risarcimento e/o ricomposizione di tagli e lacerazioni di modesta entità del supporto mediante incollaggi puntuali, per ricostituire l'unità strutturale del supporto, impedire il rilassamento della zona circostante la lacerazione ed evitare, ove possibile, l'intervento di foderatura 

  • Rimozione chimica e/o chimico fisica di sostanze sovrammesse di varia natura quali polveri grasse, fumi, protettivi, fissativi e ravvivanti, stuccature debordanti sulla pellicola pittorica con resine naturali o sintetiche in strati spessi o induriti, a impacco e tamponcino con miscele di soluzioni solventi 

  • Rimozione meccanica di stuccature di precedenti interventi di restauro, a gesso e colla, a olio e pigmento, a cera, non più idonee

  • Ristabilimento della coesione e dell'adesione dei materiali costitutivi dal recto mediante applicazione diffusa in una o più zone oppure generalizzata di prodotto consolidante

  • Stuccatura delle lacune degli strati pittorici mediante applicazione a spatola e rasatura con bisturi e carte abrasive

  • Reintegrazione con tecnica riconoscibile (tratteggio o altro) delle lacune degli strati pittorici, mediante applicazione per stesure successive di colori, acquarello o a vernice

Restauro delLA CORNICE

  • Rimozione meccanica di depositi incoerenti, (polveri, particellato atmosferico) con pennellesse e piccoli aspiratori 

  • Rimozione di sostanze sovrammesse quali depositi coerenti ed aderenti, incrostazioni, cataboliti di animali, sostanze organiche, ecc. effettuata con mezzi meccanici

  • Trattamento del legno di supporto con sostanze biocide per la prevenzione e l'eliminazione di attacchi di microrganismi e di organismi biodeteriogeni

  • Trattamento del legno di suppa-lo con sostanze biocide per la  prevenzione e l'eliminazione di attacchi di microrganismi e di organismi biodeteriogeni

  • Consolidamento del legno di supporto

  • Ristabilimento della coesione e dell'adesione tra suppcrto, strati preparatori e pellicola pittorica mediante applicazione di adesivo sintetico o di origine animale

  • Stuccatura delle lacune degli strati pittorici e rasatura delle stuccature mediante applicazione a spatola e rasatura con bisturi e carte abrasive

  • Reintegrazione pittorica delle lacune degli strati pittorici con tecnica mimetica, mediante applicazione per stesure successive di colori ad acquarello o a vernice

  • Ricollocazione del manufatto 

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Smontaggio del dipinto

In data 21 novembre 2019 è stato eseguito lo smontaggio dalla parete a seguito di tale operazione si è verificato il sistema di accoppiamento tela-cornice. I restauratori hanno separato i due elementi così da agevolarne la movimentazione e consentirne i rispettivi restauri. 

PRIME LAVORAZIONI

- Consolidamento della pellicola pittorica

- Rimozione vecchi collanti insolubili

- Rimozione di vecchi collanti insolubili

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